Il 26 gennaio sono state presentate a Roma dall’Istituto Superiore di Sanità le linee guida per l’autismo che
raccomandano alle Regioni, come unico strumento terapeutico, l’adozione della tecnica neocomportamentale
ABA (Applaied Behaviour Analysis) derivata dal metodo Lovaas.
Nella metodologia utilizzata dal panel sono stati presi in considerazione unicamente gli studi appartenenti
all’ambito neo-comportamentale a favore del metodo ABA, soprattutto in Scozia e negli Stati Uniti,
escludendo tutta la bibliografia riguardante approcci diversi sia delle stesse nazioni che di altre. Sono state,
quindi, escluse tutte le esperienze cliniche italiane ed estere che si rivolgono all’individuo nella sua
complessità e che utilizzano metodologie diverse per validare i propri studi. Da ciò deriva, ovviamente, il
fatto che in ambito clinico si imporrà l’attuazione di una sola linea di trattamento senza possibilità di scelta
né da parte del paziente, né dell’operatore.
Tale posizione unilaterale, totalmente carente sia sul piano scientifico che su quello clinico, non appare
adeguata ad affrontare un problema complesso come quello rappresentato dall’autismo e non tiene conto
della pluralità che anima lo scenario culturale.
Appare irrispettoso, oltre che scorretto, escludere dal dibattito tutti gli approcci diversi da quello neo
comportamentale, definendo scientifico il solo metodo preso in esame perché utilizza strumenti di tipo
quantitativo e parcellizzato che consentono più facili catalogazioni.
Senza entrare nel merito delle carenze riscontrabili nella metodologia utilizzata e apprezzando comunque
l’intento di fare un po’ di luce su una situazione clinica tanto discussa, è doveroso riaprire il dibattito per
includere i recenti risultati della ricerca nell’ambito della psicologia dell’età evolutiva che pongono
l’affettività alla base dello sviluppo cognitivo e per consentire a tutte le autorevoli voci scientifiche italiane
di esprimere la propria posizione teorica e clinica in materia di autismo.
E’ inoltre fondamentale affrontare e non eludere il problema della diagnosi per poter accertare la reale
presenza del disturbo, le sue diverse manifestazioni e la gravità della sintomatologia all’interno della
disomogenea categoria dei disturbi dello spettro autistico. Ciò al fine di identificare l’intervento più
proficuo in base alle potenzialità del singolo bambino e non agli strumenti dell’operatore e per definire
realmente l’efficacia della terapia, tenuto conto che modalità diagnostiche non omogenee non consentono
conclusioni scientifiche adeguate.
Se non si apre un dibattito che favorisca un confronto tra i vari approcci teorico-clinici, si assisterà
all’esercizio di un monopolio che minerà alla base la libertà dell’operatore di scegliere la cura in base al
proprio orientamento e alla gravità del disturbo, e quella del paziente di condividere il progetto
terapeutico.
In riferimento a tutto ciò, viste le dichiarazioni rilasciate da molti esponenti del mondo scientifico e in
considerazione di tutti gli anni che la nostra formazione, sia pur nella sua diversità, ha richiesto, abbiamo
deciso di non far passare inosservato tale avvenimento e di chiedere lo stesso rispetto per tutte le altre
linee di pensiero che tanto hanno contribuito all’evoluzione di costrutti teorici e al raggiungimento di
risultati clinici.
Tale unità di intenti, che sappia andare oltre la singola specificità per garantire un approccio completo
all’individuo, si rende necessaria in questo momento storico non solo per l’autismo ma anche per tante
diverse patologie che si troverebbero ad essere affrontate con la stessa unica tecnica validata con la
medesima modalità.
Per avviare il procedimento di riapertura delle linee guida si richiedono, dunque, i consensi di tutti coloro
che, pur nella specificità della propria formazione, riconoscono la centralità degli affetti, delle emozioni e
della relazione nello sviluppo e nella strutturazione di una patologia tanto complessa.
Per aderire alla petizione basta inviare un’email all’indirizzo ufficiostampa@ortofonologia.org
Pubblicato da: rolandociofi | 1 febbraio 2012
AUTISMO. LINEE GUIDA, PETIZIONE PER RIAPRIRE TAVOLO PER ADERIRE BASTA INVIARE UNA EMAIL. a cura di ufficiostampa@ortofonologia.org
Pubblicato in Questioni di politica delle professioni di ambito psicologico | Etichette: Autismo, Politica professionale
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come genitore mi viene solo da dire questo, non vi è bastato quello che non avete fatto fin’ora ?!? ancora seguitate ad impedire l’accesso alle cure ? smettetela, mettetevi una mano sulla coscienza…..ma quali esperienze cliniche italiane…..il floor time ?!?
Da: Stefano Muscelli su 2 febbraio 2012
alle 01:20
Consiglio a tutti di visitare il sito dell’Istituto Superiore di Sanità e leggere il primo piano. Una corretta informazione potrebbe aiutare a capire che cosa è una linea guida, compresi i suoi limiti ed evitare di creare allarmismi inutili e soprattutto distorsioni dei suoi contenuti. nella linea guida sono contenute molte informazioni preziose che avranno un riflesso positivo sui trattamenti. D’altra parte per gli approcci abilitativi è difficile oggi proporre una sintesi, anche approcci promettenti come quelli californiani, sono in discussione perché non hanno un riscontro definitivo in studi randomizzati e controllati. Vi sono le buone prassi per difenderle credo che le battaglie ideologiche non servano, poco anche le petizioni.
Da: ali su 2 febbraio 2012
alle 17:54
Noi genitori faremo una petizione per chiedere l’abolizione delle terapie psicodinamiche e tutto il resto che contorna in quanto hanno procurato più danni che danni ai ragazzi autistici (specialmente adulti e alle loro famiglie) siamo stanchi di dover stare a sentire le vostre chiacchiere psico psico, quello che conta è la scienza VERA e dato che di danni e abusi ne abbiamo abbastanza state alla larga con le vostre pseudo teorie inventate dai nostri figli avete contribuito abbondantemente ad alimentare pregiudizi e stigma sull’autismo negli ultimi 70 anni
Da: Floriana su 3 febbraio 2012
alle 16:47
Sono l’amministratrice del portale Autismoparliamone e da genitore non capisco come mai prendiate posizione su una SCIENZA esatta come l’ABA. Non capisco cosa vi faccia più paura se perdere il privilegio di lasciare i nostri figli nelle nostre mani (d’altronde i genitori siamo noi) o lasciare ancora di più le poltrone di comando. I nostri figli non vanno trattati da interventi psicodinamici ma da un unico intervento che è quello comportamentale. Le linee guida finalmente hanno rilevato ciò che è giusto per i nostri figli e questa non è la psicodinamica! Quindi cercate di cambiare il Vostro modo di pensare l’autismo può essere socialmente recuperabile ma per farlo c’è bisogno di un apertura mentale che onestamente non vediamo in voi ! Prima di fare una petizione cercate di pensare in modo umano e al bene dei nostri figli e non solo alla poltrona o alla carriera
Cordialmente
Amelia
Da: Amelia su 3 febbraio 2012
alle 17:33
E dove sono le evidenze di risultati clinici delle terapie psicodinamiche?
Forse lo studio interno allo stesso istituto IdO ?
Se vi faceste da parte ,quello sarebbe davvero il miglior risultato conseguito nella storia della psicodinamica applicata all’autismo ?
Da: Paperinik su 3 febbraio 2012
alle 18:04
L’ultimo mio ? è di troppo.
Da: Paperinik su 3 febbraio 2012
alle 18:27
Mi chiamo Michele Scirocco e sono un padre autistico, Io parlo per la mia esperienza diretta, sulla pelle di mio figlio e di tutta la mia famiglia. l’intervento psicodinamico rispetto all’autismo è quanto di più sbagliato ci possa essere, senza citare le violenze sadiche delle pratiche del packing e del holding, mi chiedo come possa portare ad una abilitazione del soggetto il considerarlo psicotico ed incapace di dare e ricevere affetto perchè ignorato dalla madre fredda ed ostile, incapace di pensare poichè ritardato e psicotico.
Ho affidato mio figlio all’eta di 2 anni e mezzo ad un centro di logopedia e psicomotricità, supervisionato da psicologi psicodinamici. Allora aveva solo problemi di linguaggio e dimostrava distrazione dello sguardo. Dopo solo un anno e mezzo ed il fallimento della presunta terapia, a mio figlio di 4 anni è stato è stato consigliato l’uso di psicofarmaco, poichè intrattabile a causa delle rifiuto a sottoporsi a terapia.
Io dico con cognizione di causa che l’imbroglio psicodinamico ha generato solo danni…… ha riempito l’italia di drogati da psicofarmaco.
Il voler pretendere di perpetrare ancora questo scempio pur sapendo della sua dannosità è illegale, ingiusto e criminale…. e coloro che si prodigano in difesa di questa pseudoscienza al pari della magia sono da paragonarsi ai torturatori nazzisti nei campi di sterminio ….. sono i nuovi Mengele della modernità.
Da: Scirocco Michele su 3 febbraio 2012
alle 18:34
Sono mamma di bimbo/ragazzo con autismi.
Pur sapendo che il miglior approccio per i nostri ragazzi comprende il cognitivo comportamentale……..
Voi continuate a proporre un metodo SUPERATO CHE NON HA nessuna base scientifica.
Tutto questo per continuare a guadagnare TANTO sulla pelle dei nostri figli. VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA!!!!!!!
Da: Angela su 4 febbraio 2012
alle 20:34
Buongirorno a tutti, il mio ruolo di divulgatore, come si vede in questo caso, mi pone talvolta in situazioni imbarazzanti. Personalmente non sono un esperto in autismo ma conosco e apprezzo da moltissimi anni l’Istituto di ortofonologia. A seguito di tale conoscenza ed apprezzamento mi sono dunque reso disponibile a pubblicare il loro appello. Ho visto che la cosa ha suscitato molto scalpore ed ho deciso di lasciare nel blog ogni commento, positivo o negativo che fosse, di modo che tra i lettori si potesse sviluppare un libero dibattito. Sono convinto che dal confronto di opinioni, anche accese , possa emergere chiarezza… anche negli ambiti clinici e scientifici
Da: rolandociofi su 5 febbraio 2012
alle 16:36
Signor Ciofi è stato onesto da parte sua. Di questo la ringrazio. Io ho maturato le mie convinzioni con l’esperienza e lo studio. Non sono mosso da un pregiudizio di base, anzi penso che un approccio di tipo psicoanalitico sia ottimo, ma non sicuramente sull’autismo, specialmente nell’infanzia e nel non verbale. Sa tanti hanno avuto gravi danni dall’approccio di tipo psicoanalitico, fosse anche solo per l’aver sprecato tempo nel periodo in cui sarebbe stato più fruttuoso un approccio diverso. Comunque la ringrazio ancora per la sua onesta di aver pubblicato ogni commento.
Da: Scirocco Michele su 5 febbraio 2012
alle 17:03
Grazie di aver pubblicato anche il mio commento sig Ciofi ne approfitto per ribadire agli operatori ad indirizzo dinamico che l’autismo è un handicap e come tale va trattato, con strumenti compensativi di tipo cognitivo e con correzioni del comportamento=metodo cognitivo comportamentale=SCIENZA, dunque abbiano l’onestà intellettuale di farsi da parte una volta per tutte e di non arrecare danni per una volta tanto che le cose stanno prendendo il verso giusto. L’Autismo è una sindrome, un insieme di “sintomi” ( dovuti a danno neurologico proprio o funzionale e conseguenti alterazioni biochimiche) 1 % dei bambini ha disordini genetici si sta cercando di capire cosa si nasconde cosa non funziona dietro e cosa favorisce l’insorgenza dei disturbi del comportamento che sono quello che si “vede” dell’autismo……IL DEFICIT AFFETTIVO? NOI ADORIAMO I NOSTRI FIGLI….
Da: Floriana su 5 febbraio 2012
alle 18:13
Grazie mille di aver pubblicato la mia risposta sign. Ciofi da parte sua e condivido sia il pensiero di Michele sia quello di Paperinik che di Floriana, la sua apertura le fa onore e questo significa che con un confronto civile si possa arrivare veramente a fare grandi cose. Come le dicevo prima nella mia risposta non c’è alcuna base scientifica che confermi la psicodinamica come un intervento utile per i nostri ragazzi, l’ABA invece ha quasi 500 studi a suo favore tutti scientificamente validate ora nel momento in cui sono state redatte finalmente le benedette linee guida che hanno confermato questi studi scientifici perchè rinnegarli sarebbe un paradosso e un controsenso non indifferente. Sono anni che noi ci battiamo anche per quelle famiglie che non possono permettersi di fare ABA e che molti vorrebbero fare ma sono frenati sia dalla burocrazia sia da enti che non garantiscono questo e molte volte tutto è ad appannaggio dei genitori con spese enormi sulle loro spalle. Queste spese diminuirebbero se si desse la possibilità a quei genitori che non possono permetterselo di avere da parte dello Stato dei tutor che possano essere in formazione all’interno delle famiglie seguiti da un consulente con ampia esperienza del metodo alle spalle. Ecco perchè noi genitori siamo arrabbiati perchè finalmente è stata raggiunta chiarezza per quanto riguarda l’ABA inserendola nelle Linee guida dell’autismo e garantendo un gran cambiamento per il Sistema Sanitario Nazionale siamo indignati che addirittura i politici, ai quali non importa nulla dei nostri figli, scendono in campo assieme ad associazioni complici per remare contro gli stessi genitori che lottano tanto per avere una terapia con la T maiuscola per il bene dei nostri figli. Ecco perchè siamo delusi da questa petizione la vediamo solo un ennesimo strumento che va contro ai genitori e che conferma eternamente la tesi della “mamma frigorifero” che si ipotizzava agli inizi degli anni 70 che ormai è teoria vecchia e superata in molti ambiti.
mi scuso per la mia franchezza e magari per i toni un pò alti ma siamo stanchi di lottare con chi tenta di remare contro i genitori che già di per se devono lottare con una malattia che si chiama autismo devono anche lottare con l’ottusità di certe persone che non vogliono vedere svanire i propri privilegi. Grazie mille per la possibilità che mi ha dato di rispondere al suo blog.
Amelia
Da: Amelia su 5 febbraio 2012
alle 18:37
Un noto istituto Psicodinamico Romano, proprietario di un’agenzia di Stampa (Agenzia DIRE), è partito all’attacco gridando allo scandalo e dicendo che le linee guida IIS per l’autismo sono incomplete, perché non contemplano l’approccio psicodinamico.
Sono d’accordo. Perché le linee guida non contemplano l’approccio psicodinamico? Perché non è stato scritto chiaramente che è un approccio scorretto?
Si dice da più parti che l’approccio psicodinamico non vada bene per l’autismo: non è esattamente vero.
Qualunque approccio che si poggi su basi scientifiche, sperimentali e osservabili può andare bene per l’autismo, come può andare bene per qualunque altra patologia.
Il problema è che l’approccio psicodinamico non poggia su basi scientifiche, ma su un corpus letterario e immaginifico creato negli anni da psicologi e psicanalisti uno più inventivo dell’altro.
Non poggia su basi sperimentali, perché sperimentare la letteratura non è possibile(posso sperimentare che mettendo una cartolina su un bicchiere e capovolgendolo, la cartolina cade; mentre riempiendo un bicchiere d’acqua e poggiandoci sopra una cartolina, il bicchiere d’acqua resta attaccato… ma non posso sperimentare i complessi edipici o fallici del bicchiere, né della cartolina).
Non poggia su basi osservabili, perché non posso osservare il “super-io”, l’assenza del sè o l “oggetto genitoriale deformato per la prevaricazione del fallo sadico sul seno sottomesso”(citazione da una definizione di Asperger del noto psicodinamico Romeo Lucioni).
L’approccio psicodinamico è – rendiamocene conto tutti – una invenzione oziosa e letteraria che nel corso del secolo scorso ha colpevolmente preso il sopravvento e – in assenza di studi neuroscientifici avanzati, si è sostituita alla scienza.
Ragioniamoci solo un attimo: un neuropsichiatra che prende in carico una persona con qualunque patologia o disturbo e lo impegna in sedute settimanali di psicoterapia psicodinamica, invece di sottoporlo prima di tutto a EEG e RMN, non è un medico. Perché viene annoverato tra i medici?
Per quanto riguarda gli psicologi, devo purtroppo constatare che nemmeno quelli di scuola cognitivo-comportamentale parlano mai chiaramente: purtroppo l’ordine degli psicologi impone, per essere iscritti all’albo, che non devono mai parlare male di nessun collega, anche di ispirazione opposta… pena la cancellazione.
Presidente Monti, perché cancelli le corporazioni dei tassisti e dei farmacisti e non quelle dei medici e degli psicologi?
Le corporazioni (dei medici e degli psicologi) non permettono a quelli che hanno un approccio scientificamente ineccepibile (e ce ne sono) di “parlar male” dei colleghi. Presidente, liberalizza la medicina e la psicologia!!!!!
Per fortuna, non ho il peso di essere uno psicologo e non sono iscritto in nessun albo (anche perché mi caccerebbero) e posso dirlo…
Ma non lasciatemi da solo a dirlo. Alziamoci e diciamolo tutti.
Siamo nel 2012. Il ventesimo secolo è finito da un pezzo.
Ricacciamo la psicologia dinamica tra le materie umanistiche, mettiamo Lacan tra Prevert e Pennac, smettiamola di permettere agli psicologi dinamici di firmare diagnosi.
La psicologia dinamica non è medicina. Non può essere cura. Non può dare sollievo a nessuno.
Non solo per quanto riguarda l’autismo!!!!!
Salviamo i milioni di persone che ne sono vittime.
Da: Gianni Papa su 5 febbraio 2012
alle 18:37
Io non sono un tecnico ma un genitore di una bambina/ragazza di quasi 12 anni con problematiche relazioni rientranti nello spettro autistico. Mia figlia è seguita da un istituto che utilizza terapie psicodinamiche ed ha fatto, negli anni, dei progressi incredibili, parla, legge e scrive (abilità impensabili fino a qualche tempo fa!). Come si può pensare, a livello ministeriale, di non riconoscere questo tipo di approccio terapeutico per alleviare le difficoltà dell’autismo? Non sarà mica l’ennesima forzatura politica per veicolare risorse pubbliche solo da una parte??? Queste linee guida vanno assolutamente riviste! Non toccate i nostri figli e lasciate ai genitori la possibilità di scegliere cosa sia meglio per loro. grazie un papà
Da: andrea su 8 febbraio 2012
alle 13:30
Potrei scrivere decine di motivi per cui mio figlio non fa aba, ma sono motivi legati essenzialmente al disturbo di mio figlio, quindi evito.
Non per questo metto al rogo chi preferisce seguire il protocollo ABA, tantomeno metto al rogo chi fornisce prestazioni ABA.
Il metodo psicodinamico ha portato notevoli miglioramenti, ha cambiato la mia vita, ha cambiato la vita della mia famiglia e di mio figlio.
Sappiamo troppo bene cosa significa autismo e cosa si nasconde dietro, sappiamo bene che un metodo che va bene per Carlo non va bene per Luigi, e a parita dello stesso trattamento si hanno risultati diversi.
e allora di cosa vogliamo parlare ? lasciateci la facolta di scegliere e di sperare in santa pace
grazie
Da: Carlo su 8 febbraio 2012
alle 14:29
Libertà,libertà,libertà…………. come evidenziato da Andrea, lasciamo liberi famiglie e genitori di seguire il cammino intrapreso e che sicuramente, se non interrotto, qualche risultato avrà dato!!
Anche nel ns caso abbiamo seguito il metodo psicodinamico avendo ottenuto grandissimi risultati e soddisfazioni di vita personali molto intense.
Non commento esternazioni troppo impulsive ed ancora troppo piene di RABBIA, ma chiedo sono di rispettare “la diversità di opinione e quindi di sul Trattamento Terapeutico”.
Nelle Linee Guida non si può sicuramente escludere il medoto psicodinamico, pertanto credo vadano riviste.
Da: Harlem su 9 febbraio 2012
alle 22:28
Anch’io sono papà di un ragazzo autistico seguito da anni e con risultati apprezzabili dall’Istituto di Ortofonologia, tirato in ballo con toni accusatori da qualcuno intervenuto su questo forum prima di me.
A mio figlio non è mai stato fatto packing o holding, non è mai stato legato, non gli sono stati somministrati o consigliati psicofarmaci e, ora che il Sig. Scirocco me lo fa notare, non ho mai visto nemmeno un neo dott. Mengele osservarlo in modo sinistro prima di fare sadiche sperimentazioni su di lui.
E poi ancora con ‘sta storia delle “madri frigorifero”… Saranno vent’anni che gli stessi psicologi continuano a dire che era una teoria astrusa fatta quando si brancolava nel buio peggio che adesso e ce la ritroviamo sotto al naso ogni volta che qualcuno vuole mettere in discussione le terapie che abbiamo scelto di far fare ai nostri figli.
Venendo al punto, per come la vedo io, la petizione è sacrosanta.
Noi genitori sappiamo benissimo quale sia la varietà di manifestazioni e sintomi dei disturbi dello spettro autistico e sappiamo benissimo che per alcuni dei nostri figli è più adatto un approccio terapeutico piuttosto che un altro e non sta scritto da nessuna parte che si debba fare SOLO una cosa o SOLO un’altra.
Come si fa ad accettare che lo Stato finanzi solo l’approccio comportamentale e non prenda in alcuna considerazione quello psicodinamico o altro? Perché devo accettare che Linee Guida a senso unico costringano mio figlio a fare attività comportamentali che magari non sono adatte a lui?
In fondo alla home page di ANGSA Onlus, cliccando sul Calimero si accede alla pagina autismile.it. se scorrete in fondo alla pagina che spiega cos’è l’autismo trovate questa frase illuminante:
TERAPIA
Non esiste uno schema terapeutico valido per tutti i pazienti autistici, ma varia di caso in caso.
Io condivido questa frase e vi chiedo com’è possibile dire che solo ABA è scienza. Che solo il metodo comportamentale è quello da seguire mettendosi sull’attenti.
Ma che razza di modo di fare è questo!
Io, come genitore, voglio che le Linee Guida che trattano il problema di mio figlio si aprano alla possibilità di includere anche altre forme di trattamento, si aprano alla possibilità di aggiungere altre opzioni.
Quello che NON voglio è essere messo con le spalle al muro, non voglio che mi si dica “o fai trattare tuo figlio con un metodo comportamentale oppure tuo figlio è per strada”.
Guardate che siamo già sufficientemente snervati. Vedete di non esagerare.
Da: Bruno su 10 febbraio 2012
alle 16:31
Sono padre di un dodicenne autistico e non condivido le guerre di religione. E i talebanismi, che mi pare non manchino in questa discussione.
Non sono innamorato del metodo psicodinamico e, per quel che riguarda mio figlio, credo che l’ABA sarebbe stato devastante. Credo che ogni autistico sia diverso e che abbia bisogno di un approccio terapeutico personalizzato.
Penso che ogni genitore debba avere il diritto (e la responsablità) di far seguire al proprio figlio il percorso terapeutico che ritiene più adatto e produttivo.
DIre che gli “psicodinamici” imbottiscono i bambini di farmaci per la mia esperienza equivale a dire che gli “aba” rendono i bambini automi. Io non voglio un figlio rinconglionito dalle medicine, ma non voglio nemmeno un figlio-cane di pavlov che risponde meccanicamente agli stimoli.
Questi però sono argomenti da propaganda.
Chi pensa che l’Aba vada bene per i propri figli dev’essere padronissimo di continuare a seguire questo metodo e, possibilmente, avere una copertura dal servizio sanitario nazionale.
Chi ritiene che un altro metodo sia migliore nel proprio caso specifico io credo che debba avere il diritto e le possibilità (e le coperture del SSN) per continuare a farlo.
Il limite delle linee guida sull’autismo (oltre al sospetto di una imperfetta scopiazzatuar dale linne guida scozzesi è la loro contraddittorietà. Dicono che in sostanza non si sa da cosa dipende l’autismo, dicono che ogni metodo ha elevati margini di fallimento, dicono che ogni autistico è diverso, ma poi di fatto sponsorizzano solo l’ABA.
Che sarebbe come dire che per tutte le automobili del mondo vanno bene solo i pezzi di ricambio della FIAT 500 perchè nelle 500 a volte funzionano.
La “guerra” fra ABA e Psicodinamico non è la mia guerra. La mia guerra è quella che conduco con mia moglie per aiutare mio figlio. E vorrei essere libero di usare in questa guerra le armi che ritengo più efficaci.
Avrei scritto queste cose anche se le linee guida avessero esaltato il metodo psicodinamico e condannato gli altri. Perchè non intendo delegare a nessuno l’onere e la responsabilità di decidere al posto mio sulla vita di mio figlio. E mi fa orrore il pensiero che l’Italia possa diventare il pascolo di una monocultura terapeutica (ma anche di un gigantesco business) sul nostro dolore di genitori e sul disagio dei nostri figli.
Da: Salvatore su 13 febbraio 2012
alle 00:04
Sono padre di un bambino di 6 anni con comportamenti che rientrano nello spettro autistico e seguiamo il metodo psicodinamico, ma non la ritengo una professione di fede e quando possibile prendo spunti da altri approcci terapeutici.
Credo fermamente che ogni genitore debba far seguire al proprio figlio l’approccio terapeutico più adatto alla situazione ed avere la possibilità di esercitare questo diritto.
Ritengo inoltre che il servizio sanitario nazionale debba sfruttare la concorrenza che esiste fra diversi metodi per fornire oggi il migliore servizio possibile e per stimolare il continuo miglioramento nelle terapie. In condizione di “monopolio/oligopolio” è sempre chi deve usufruire di un servizio la parte debole. E’ mia opinione che un servizio pubblico di assistenza non debba ostacolare la competizione e l’innovazione nelle pratiche oggi in uso e debba consentire lo sviluppo di ulteriori approcci.
Da: alfredo su 13 febbraio 2012
alle 16:06
Ogni bambino deve avere un approccio terapeutico a seconda delle capacità e aspetti psicologici che si hanno davanti. Portare un solo metodo significa (sia da una che dall’altra parte) affrontare il problema solo da un lato e possibilmente non controllare altri aspetti. Infine le famiglie potranno decidere quale dei dei sistemi adottare in base alle difficoltà del proprio figlio .
Da: Marco su 14 febbraio 2012
alle 11:01
Sono una mamma di una bambino autistico ABA. Dopo un lungo percorso psicodinamico, sono finalmente contenta dell’approccio terapeutico. Sono convinta, o almeno auspico, che i bambini che hanno intrapreso la terapia psicodinamica non verranno improvvisamente costretti ad affrontare la terapia ABA, credo ci sarà un periodo di transizione o, meglio, i bambini con una diagnosi più recente saranno indirizzati verso il metodo cognitivo comportamentale, che ricordo è quello scientifico. Non si può pretendere che lo stato eroghi sovvenzioni a terapie che da oltre 40 anni vengono esercitate in Italia senza uno straccio di prova scientifica, ma solo filosofia letteraria. Se qualcuno crede che la onoterapia o la musicoterapia faccia bene a suo figlio, lo stato deve bendarsi gli occhi e sovvenzionare anche quelle?
Detto questo vorrei porre l’attenzione sul fatto che, leggendo tutti i commenti mi sono accorta che i genitori che hanno utilizzato lo psicodinamico e poi l’ABA non abbiano dubbi sull’efficacia del metodo cognitivo comportamentale, al contrario, non ho trovato un solo genitore che dal metodo cognitivo comportamentale sia passato a quello psicodinamico. Chi utilizza e difende lo psicodinamico non conosce il metodo cognitivo comportamentale e sta fermo sullo psicodinamico senza porsi nemmeno il dubbio. Sono fermamente convinta che i progressi,di cui parlano alcuni genitori dovuti allo psicodinamico, sono progressi che i bambini avrebbero avuto a prescindere dai metododi, magari perchè bambini ad alto funzionamento. Con ABA, i progressi si vedono su tutti i bambini e magari i bambini ad alto funzionamento avrebbero avuto maggiori risultati di quelli ottenuti con metodo psicodinamico.
Da: francesca su 14 febbraio 2012
alle 11:13
io aderisco
Da: barbara guerra su 24 febbraio 2012
alle 15:58