Domanda
Salve, sono Tiziana e sono iscritta all’Università di Psicologia di Caserta. Devo preparare la tesi sul sonno e la sua interferenza con la memoria. Vorrei informazioni sulla struttura del sonno, teorie del sonno, disturbi del sonno, sonno e memoria.
Risposta
Cara Tiziana,
l’alternanza del sonno e della veglia comporta modificazioni sia del comportamento che delle attività mentali, e, per tale motivo, il sonno rientra nel campo di indagine della psicologia. Nonostante questo, però, il sonno costituisce un settore di ricerca interdisciplinare, che attinge appunto a diverse discipline, quali la fisiologia, la biologia, la biochimica, la neurologia e la psichiatria.
Il sonno può essere definito come uno stato dell’organismo caratterizzato da una ridotta reattività agli stimoli ambientali. Tale riduzione si verifica con un innalzamento della soglia degli stimoli sensoriali, al di sotto della quale essi non vengono percepiti.
Questo stato comporta anche la riduzione dell’attività relazionale e la modificazione della coscienza. Il sonno, inoltre, si instaura spontaneamente e periodicamente, si autolimita nel tempo ed è reversibile (Fagioli & Salzarulo; in Sirigatti, S.).
Grazie all’utilizzazione di tecniche poligrafiche, Aserinsky & Kleitman (1953), hanno identificato il sonno REM (dall’inglese Rapid Eye Movements), caratterizzato, appunto, da movimenti oculari rapidi. Distinguiamo, dunque, un sonno REM da un sonno NREM (non REM), che viene classificato, in base ai tracciati EEG, in quattro stadi. Nell’adulto sano, abituato a dormire una volta al giorno nel periodo notturno, il sonno segue in genere questo andamento:
Stadio 1 NREM, caratterizzato da attività theta nel tracciato EEG, attività muscolare tonica e scarsi e lenti movimenti oculari.
Stadio 2 NREM, caratterizzato da fusi del sonno e complessi K nell’EEG, attività muscolare tonica, scarsi e lenti movimenti oculari e ritmi respiratorio e cardiaco regolari e lenti.
Stadio 3 NREM, che si distingue dal 2 solo per il tracciato EEG, che presenta onde ampie e lente tipiche di attività delta.
Stadio 4 NREM, caratterizzato da attività delta per più del 50% del tempo, attività muscolare tonica, movimenti oculari scarsi e lenti, e ritmi respiratorio e cardiaco lenti e regolari.
Sonno REM, caratterizzato da attività theta e beta, atonia dei muscoli anti-gravitari, movimenti oculari rapidi a raffiche e isolati, ritmi respiratorio e cardiaco irregolari, più rapidi che durante il NREM e attività onirica.
Una sequenza così costituita rappresenta un ciclo di sonno, che dura in media 90 minuti. Durante il periodo di sonno notturno si osservano in media tra i 4 e i 6 cicli di sonno. Il sonno NREM, in particolare gli stadi 3 e 4, prevalgono nelle prime ore della notte, mentre il sonno REM si concentra prevalentemente nelle prime ore del mattino.
Due concetti rilevanti nello studio del sonno sono quello di ” agenti sincronizzatori” e quello di “circadiano”. Il primo indica i fattori esogeni che influenzano i ritmi biologici, come, ad esempio, l’alternanza buio – luce, mentre il secondo indica i ritmi biologici la cui periodicità è di circa 24 ore. Successivamente, sono stati introdotti i termini “ultradiani”, per indicare ritmi la cui frequenza è superiore a un ciclo al giorno (es. alternanza sonno REM/NREM), e “infradiani”, per i ritmi inferiori a un ciclo al giorno (es. quelli legati alla riproduzione).
Per approfondire:
Cos’è il sonno
Sonno
Il sonno
Sonno, sogno e sonno – sogno
La struttura del sonno
Il sonno
In generale, ti consiglio il sito Nuropsicologia.it , dove puoi trovare diversi link di approfondimento di vari aspetti del sonno.
Secondo il DSM – IV, i Disturbi del Sonno si dividono in quattro tipologie, a seconda dell’eziologia: 1 – Disturbi Primari del Sonno: suddivisi in Dissonnie (anomalie della quantità, qualità o ritmo del sonno) e Parasonnie (comportamenti anomali o eventi fisiopatologici che si verificano durante il sonno). Tra le Dissonnie troviamo:
Insonnia Primaria
Ipersonnia Primaria
Narcolessia
Disturbo del sonno correlato alla respirazione
Disturbo del ritmo circadiano del sonno
Dissonnia non altrimenti specificata
Tra le Parasonnie, invece, si distinguono:
Disturbo da Incubi
Disturbo da terrore nel sonno
Disturbo da sonnambulismo
Parasonnia non altrimenti specificata
2 – Disturbo del sonno correlato ad altri Disturbi Mentali: il disturbo è correlabile ad un Disturbo Mentale diagnosticabile, spesso d’ansia o di umore, ma sufficientemente grave da richiedere un’attenzione clinica indipendente. Comprende:
Insonnia Correlata ad un altro Disturbo Mentale
Ipersonnia Correlata ad un altro Disturbo Mentale
3 – Disturbo del Sonno dovuto ad una condizione medica generale: conseguente agli effetti fisiopatologici di una condizione medica generale sul ciclo sonno – veglia.
4 – Disturbo del Sonno indotto da sostanze: le sostanze che causano i disturbi del sonno possono essere anche farmaci.
Per approfondimento dei principali Disturbi del Sonno, comunque, ti consiglio di consultare il DSM – IV:
DSM – IV – TR. Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali.
Autore: American Psychiatric Association
Edizione italiana: Andreoli V., Cassano G. B., Rossi R. (a cura di)
Anno: 2002
Edizioni: Masson
Prezzo: 135 Euro
Puoi consultare anche i seguenti links:
Sleep Research Center
Disturbi del sonno
I disturbi del sonno
Disturbi del sonno nel bambino
Disturbi di inizio e mantenimento del sonno
Disturbi del sonno nell’infanzia
Debito di sonno. Ne siete vittime?
Epidemiologia dell’insonnia
Stanchezza la volante
Linee Guida di Procedura Diagnostica nella Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno dell’Adulto
IInsonnia: Gestione Diagnostica e Terapeutica sul Territorio. Consensus Italiana dei Medici di Medicina Generale.
Disturbi del sonno nell’anziano
Arrivando, infine, alla tua richiesta di informazioni sull’associazione tra sonno e memoria, numerose ricerche hanno evidenziato come il sonno possa influenzare in senso sia positivo sia negativo i processi di memoria. Gli effetti positivi si rilevano soprattutto nelle ricerche che hanno mostrato un miglioramento del ricordo del materiale appreso se il soggetto dorme durante la fase di ritenzione, cioè tra la fine dell’apprendimento e il momento del controllo (sleep effect), oppure in quelle che hanno mostrato un’incapacità di ricordare il materiale appreso immediatamente dopo il risveglio (prior sleep effect), dopo un periodo di deprivazione di sonno (Jenkins & Dallenbach, 1924; Graves, 1936; Benson & Feinberg, 1977; Ekstrand et al., 1977; Hockey et al., 1972).
Prendendo in considerazione i due tipi di sonno REM – NREM, è stato dimostrato che il ricordo è migliore se il periodo di ritenzione cade nella prima metà della notte (Yaroush et al., 1971; Barret & Ekstrand, 1972; Fowler et al., 1973), mentre è peggiore se l’apprendimento avviene subito dopo il risveglio (Stones, 1973; Ekstrand et al., 1977).
Ecco alcuni siti sull’argomento:
Sonno e memoria
Memoria ed esperienze oniriche durante anestesia e sindromi post-traumatiche da stress
Il sonno
Regole d’oro per dormire
L’apprendimento durante il sonno
Veglia-Sonno-Sogno
Memoria si consolida durante il sonno
Le vie dei ricordi
In questi testi puoi trovare degli approfondimenti:
Manuale di psicologia generale.
Autore: Sirigatti, S. (a cura di)
Anno: 2001
Prezzo: 39,00
Edizioni: UTET
La mente nel sonno
Autori: Salzarulo, P., Ficca,G.
Anno: 2004
Edizioni: La Terza
Costo: 17,50
Descrizione:
Un contributo rigoroso e aggiornato al dibattito sui rapporti tra sonno, memoria e sogno dopo la scoperta della fase REM, che tiene conto sia delle ricerche neurofisiologiche, psicologiche e cliniche più recenti, sia della prospettiva storica, attraverso il confronto con altri contesti storico-culturali, in primo luogo la psicoanalisi.
Ti segnalo infine un articolo:
Rapporti tra sonno e memoria: alcuni contributi sperimentali
Autori: Bosinelli, M., Cavallero, C., e Cicogna, P.C.
Titolo Rivista: Ricerche Psicologiche
Volume: III
Anno: 1984
Buona lettura!
Risponde
Elena Chillè, Dottore in Psicologia
titolo: Sonno e memoria
autore: Elena Chillè
richiedente: Tiziana
data di pubblicazione: 07/02/2006
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